La ricerca

Il progetto di recupero del cinquantino e del pan di sorc si avvale di una serie di collaborazioni con istituti universitari ed enti di ricerca che hanno sostenuto la filiera avviando studi e sperimentazioni.

L’Università di Udine attraverso il Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali che gestisce la Banca del germoplasma regionale ha avviato una campagna per la caratterizzazione e conservazione dei semi delle varietà locali di mais. Nel 2010 le popolazioni dei cinquantini recuperati negli orti del Gemonese sono stati caratterizzati e inseriti nella Banca con i nomi dei loro “coltivatori custodi”.

L’Ente Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura (ERSA) invece ha seguito un programma per il miglioramento genetico della varietà più idonea alla panificazione. Il miglioramento, che si esegue in forma meccanica sul campo e non in laboratorio, permette anche ai singoli produttori di conservare autonomamente il seme del proprio mais evitando l’estinzione di popolazioni locali selezionate in anni di pratiche agronomiche dettate dal solo sapere tramandato.

L’Associazione dei produttori con la collaborazione dell’Ecomuseo delle Acque organizza ogni anno, in occasione dei festeggiamenti per il Terra Madre day, un incontro pubblico per illustrare andamento ed evoluzione del progetto.

DOWNLOAD:
- Matteo Paladini – Indagine preliminare sul Pan di Sorc (2007)
- Cristina Micheloni – Relazione “Pan di Sorc” secondo anno (2009)
- Patrizia Nicoloso – Pan di Sorc convenzionale a basso impatto ambientale (2009)
- Fabiano Miceli / Università di Udine – Relazione delle attività DISA nell’anno 2010
- Fabiano Miceli / Università di Udine – Biodiversità coltivata e cultura materiale: il caso del Pan di Sorc (2011)
Giorgio Barbiani / ERSA - Resoconto dell’attività svolta nell’ambito del progetto Pan di Sorc (2011)